Com’è nato il pellet

Ecco le origini del pellet

Il primo pellet non era nemmeno di legno ma era destinato all’alimentazione del bestiame. Si parla circa del 1950, e ci troviamo negli Stati Uniti. Un ingegnoso venditore di cerali per uso zootecnico (semplicemente mangime per bestie, quali maiali, vacche, tori e chi più ne ha più ne metta) andò a scontrarsi con i primi problemi della crisi economica! Quando andava dai suoi clienti faceva fatica a motivarli a comprare il suo prodotto invece di quello della concorrenza! Sai, è difficile convincere le persone che il tuo mias è migliore della concorrenza e farle innamorare di te…

Ma il venditore amava veramente i suoi clienti, aveva infatti aiutato molte azienda agricole a migliorare il loro modo di lavorare. Dava consigli in base alle ricerche che faceva di notte, studiava, cercava di capire i benefici della soia per l’alimentazione delle vacche. Era un vero leader e punto di riferimento per gli allevatori, aveva costruito un impero!

Ma un giorno arrivò la concorrenza a rubargli il posto creato. Qualche allevatore, sicuro di non avere più bisogno di Richard, comprò i cereali altrove.

Per Richard non era il mancato guadagno che gli rodeva, ma che il cliente pensasse che quello che faceva lui era paragonabile ad un altro. Questo pensiero non lo faceva dormire la notte. Continuava a chiedersi cosa avrebbe potuto fare di meglio?

Che cosa avrebbe semplificato la vita agli allevatori?

Gli allevatori davano la soia alle vacche, ma dovevano prima essiccarla, e schiacciarla in modo che la bestia riuscisse a digerirla, poi nella miscela mettevano anche mais e orzo schiacciato. Il tutto imponeva ai clienti lunghi metodi di lavoro.

COME AVVENNE LA SCOPERTA?

Una mattina suo figlio, che amava bere per colazione il latte con i cereali soffiati, era in ritardo e stava per perdere il pullman che lo avrebbe accompagnato a scuola. Il pullman solitamente si fermava davanti alla porta di casa quando lo scolaro era fuori.

Il figlio amava il riso soffiato e le gocce di cioccolata.

Quella mattina per recuperare il tempo non scaldò tanto il latte, e questo non divenne molto chioccolatoso. Ci mise dentro il riso ma non fece in tempo a finire la sua colazione perché stava per arrivare il pullman. Il bimbo diede il bacio ai genitori e corse fuori lasciando la miscela nella scodella.

Il padre, sommerso nei suoi pensieri per creare un qualcosa di unico, si mise a pulire la tavola.

Con lo sguardo perso nel vuoto, invece di prendere la scodella, per sbaglio ci mise la mano dentro, e gli resto il riso nel palmo della mano!

La sua prima reazione:

“Aaaaahhh!”

La moglie: “Cosa succede caro!”

Richard: “sono talmente sovrappensiero che sbaglio ogni cosa, e ora guarda, ho anche la mano impastata!”

Come sfogo di rabbia fece il pugno! Ma quel pugno gli cambio la vita!

Tra le fessure delle dita uscì il riso soffiato con i pezzi di cioccolato, in un impasto unico!

Ed ecco la lampata di genio! Se io rendo farinosi i cereali, faccio una miscela, la presso fortissimo e la faccio uscire dal macina carne posso creare il prodotto che con un’unica soluzione alimenti le bestie, in modo equilibrato, e con meno lavoro.

Fece la prima prova con il cibo per il suo cane e il risultato fu eccezionale! Da li incominciò a strutturare il meccanismo sulla macinazione, l’essiccazione controllata, la giusta miscelazione, e la corretta pressatura per creare il primo mangime pellettato!

Passano parecchi anni e nel 1973 sempre negli USA salta in mente ad un giovane universitario di provare a

PELLETTIZZARE LA SEGATURA DI LEGNO

perché così facendo si risparmia spazio e si aumenta la resa calorica. Non c’erano problemi di qualità in quanto i generatori esistenti partivano dal concetto che la legna entrava in grosse quantità e l’unico scopo era raggiungere l’elevata produzione di energia!

I primi pellet erano destinati a grandi centrali per la produzione di energie. Non esistevano ancora le stufe a pellet per abitazioni!

In Canada sempre negli anni 90 provano ad inventare la prima stufa a pellet. Che poi arrivò anche in Italia, ma gli italiani avevano paura che il pellet non potesse essere attendibile, in quanto pensavano che in futuro non ci sarebbe stato abbastanza!

Che …ata!

due pellet a confronto
due pellet a confronto
Non si parlava di qualità!

Infatti in Italia, quando si è cominciato a bruciare il pellet, questo conteneva grossissime quantità di scarto e residuo, i pellet di legno in italia principalmente erano segature di mobili, cortecce e ogni tipo di scarto di legno!

Ovviamente si trovava quello!

Mentre in Austria?

In Austria, in quel periodo, utilizzavano già la corteccia per fare energia elettrica!

Appena arrivò la notizia di provare a pellettizzare la segatura, i proprietari delle più grosse segherie fecero una preghiera, nella speranza che questo diventasse un mercato!

Immaginatevi Binder, Pfeifer (nomino questi produttori perché sono quelli che hanno più pellet) CHE FORTUNA hanno fatto con tutta la segatura fastidiosa che gli entrava nelle scarpe, si sgrisolava nelle dita, non sapevano più cosa farci. Era usata principalmente per fare il letto alle bastie, ma non aveva valore!

Il primo sacco di pellet austriaco riportava scritto in caratteri cubitali holz pellet, (non erano gegni di marketing) che significava pellet di legno in lingua tedesca.

2005 la consacrazione dell’HOLZ

Passano anni e le stufe incominciano a prendere piede. Come tutte le vergini i mercati nuovi sono redditizi perché con meno professionalità! Si vendono stufe e pellet, i primi pellet incominciano a dare qualche problema finchè non si scopre che il pellet Austriaco “l’holz ” da meno problemi. Le aziende Italiane per stare sul sicuro incomiciano a testare e certificare le stufe utilizzando il prodotto Pfeifer Austriaco. Perché proprio con un pellet austriaco?

Come viene prodotto oggi il pellet in Austria?

Il pellet austriaco viene prodotto solo con segatura, che si forma durante il taglio degli abeti.

ecco il procedimento dettagliato:

  1. l’abete è nel bosco bello felice
  2. arriva il boscaiolo incazzoso con e col a sega lo taglia
  3. alla pianta compelta vengono tolti tutti i rami e foglie e rimane il tronco
  4. il tronco viene caricato sul camion e portato in fabbrica
  5. in fabbrica viene messo in un tubo che lo priva della corteccia (la corteccia prende un’altra strada, viene infatti utilizzata per produrre energia elettrica)
  6. una volta scortecciato, il tronco viene tagliato e prende la strada per diventare
    1. segati
    2. perline
    3. travi lamellari
    4. pareti in x-lam
    5. carta
  7. ma durante tutte queste trasformazioni si forma la segatura
  8. cosi la segatura viene essiccata
  9. poi pressata e diventa pellet
  10. Il pellet viene
    1. o insacchettato e imbancalato
    2. o messo nei big bag
    3. o nelle cisterne
  11. INFINE IL PELLET VIENE CONSEGNATO AI RIVENDITORI

 

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