Pellet Certificato! Si ma da chi?

PELLET CERTIFICATO! Da chi?

Come si nota nella foto compare la scritta en-plus A1.

Ti scrivo cosa mi è capita spesso. Solitamente chi vende pellet narra che il pellet è ultra certificato, che producono pellet per gli AUSTRIACI e che il loro è il migliore in assoluto. NON SOLO! Ha anche il prezzo più basso in assoluto. Al che io gli domando: E’ CERTIFICATO EN-PLUS? E la sua risposta è sempre si!

Ma quando vado nello specifico incominciano a balbettare frasi senza senso, con risposte inverosimili per un produttore di pellet:

NON SO SE DI PRECISO E’ CERTIFICATO!

Oppure:

MA IO LO PORTATO IN ANALISI A UN LABORATORIO DI RIMINI E MI HANNO DATO UNA CARTA!

Spiego bene cosa è una certificazione…

La certificazione è un carta che viene rilasciata da un ente abilitato (per aver dimostrato competenze, capacita, organizzazione) dichiarante valori riguardo risultati di un prodotto (in questo caso è il pellet).

Cosa c’è da certificare di tanto particolare nel legno pressato? (pellet)

Elenco sotto i valori della certificazione!

Il legno di provenienza (non solo nazione).
  • Da dove arriva il tronco
  • se viene ripiantato l’albero
  • se è una zona non radioattiva
  • come viene trasportato
  • se è una zona protetta
Come viene prodotta la segatura
  • il modo in cui viene tagliato il tronco
  • che fine fa la corteccia (se produce energia elettrica)
  • quanto viene scartato dal tronco

In altre parole la En-plus segue tutto il percorso del pellet!

certificato fasullo

Come si nota nella foto sopra (presa da una proposta di pellet che mi è arrivata) c’è scritto conforme alla en-plus, ma questa scritta non ha alcun VALORE LEGALE NE ASSICURATIVO. Non vale niente.

Tra le altre cose la en plus non ha un costo elevato, qualunque fabbrica seria di pellet se la può permettere! Ma allora perchè non lo fanno?

3 ipotisi che conosco.
  1. La fabbrica produce benissimo, fa poco prodotto e se ne frega della en-plus! Conosco solo una fabbrica che ha adottato questa regola ma esiste. La fabbrica si chiama Schößwendter. Questa è un’eccezione che fa regola, ma altre in europa non esistono.
  2. la fabbrica non riesce a garantire lo standard qualitativo. Questo è un caso molto diffuso. L’esempio pratico è che vai a comprare il pellet, te lo fanno vedere in una maniera ma te lo portano in un altro. Questo capita anche perché alcune aziende per produrre pellet devono comprare la segatura, per marginare bene la segatura deve essere comprata a poco, ma come si sa il poco può essere pericoloso.
  3. L’azienda non ha abbastanza soldi per pagare la en-plus. Un’ipotesi poco diffusa, ma può esistere. Questa clausola è da interpretare. Un’azienda può iniziare a lavorare bene e con il tempo comprarsela ma può anche significare che se tu nella tua stufa riscontri dei problemi, chi ti risponde?

I laboratori di analisi che provano il pellet per i vari PRODUTTORI DI PELLET IMPROVVISATI, sicuramente l’analisi la fanno reale è che la fanno sul campione di pellet che gli è stato fornito. Non fanno controlli improvvisati più volte all’anno!

Insomma, anche se non amo la en-plus, un consiglio è che quando compri il pellet controlla la registrazione!

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