Bufala Sanzione stufe a pellet

Come salvarsi da sanzioni e multe in arrivo sulle stufe a pellet

A te, caro lettore, devo una premessa immediata prima di rendermi spiacevole.
In questo articolo sono menzionati argomenti scottanti che, una volta accresciuta la tua consapevolezza sull’argomento, ti permetteranno di liberarti totalmente da chi scoccia dicendo che:

  • Non puoi bruciare pellet perché inquina
  • Le stufe a pellet sono pericolose
  • Le caldaie a pellet consumano troppo
  • Tasse e sanzioni ti faranno passare la voglia di usare il pellet

Del resto queste voci sono messe in circolazione da gruppi di persone – e da tutto il carrozzone al seguito – i quali hanno grandi e innegabili interessi nel gas.
Queste persone sono avide e non vogliono rinunciare ai loro privilegi: faranno di tutto perché il gas – tra cui gpl e metano – continui ad essere presente nella tua casa.

Perché vogliono il gas?

Il gas, come puoi immaginare, è una fonte di guadano per tanti.
Dai russi che lo producono, a chi chiude contratti importanti, passando per chi lo trasporta, chi lo pubblicizza e per quelli che ricavano attraverso le relative tasse.
Tutto questo meccanismo si basa sul tuo consumo.

Non voglio passare per manicheo, prima di ogni cosa occorre essere sinceri. Anche tra chi lavora con il pellet sono presenti soggetti che sono tutti protesi alla difesa del loro piccolo interesse, costi quel che costi.
E così spingono per vendite veloci, dimenticando l’importanza di una corretta installazione: tutto ciò ti espone a rischi non solo economici (multe e sanzioni, ovviamente) ma mette a repentaglio anche la tua salute.

Smettila di leggere ora

Non proseguire a leggere se pensi che l’unico scopo delle normative è quello di sottrarre denaro ai cittadini onesti.
Molti pensano questo e posso comprenderli, specialmente quando mi dicono che utilizzano la stufa da dieci anni o più senza mai aver riscontrato problemi.
Negli ultimi anni però il mercato delle stufe è cambiato, le due principali novità sono che:

  1. Le stufe hanno migliorato sia il rendimento che la combustione.
    L’accresciuto rendimento ha abbassato le temperature dei fumi che ora trovano maggior difficoltà in fase di evacuazione: se la canna fumaria non è correttamente dimensionata e installata, ci si espone a pericoli e rischi non conosciuti prima.
  2. Lo scarico a parete non è che una manovra commerciale per ampliare il mercato

La scelta di istituire libretto e patente nasce dalla necessità di salvaguardare la salute delle persone alla ricerca di un modo piacevole e economico di riscaldarsi.

Perché danno le multe?

Molti incidenti nascono a causa di installazioni approssimative. C’è chi dimentica di rispettare le distanze di sicurezza con legno o altri materiali, chi sceglie di montare canne fumarie che, per il pessimo tiraggio, vanno ad appesantire il motorino fumi fino alla combustione.

Per fortuna da quando sono aumentate le installazioni professionali di apparati a biomassa, sono calati drasticamente problemi e incidenti.
Meno interventi significa più soddisfazione a chi brucia pellet.

Chi può dare sanzioni?

Il curit ed è quello che fa i controlli sulle caldaie a gas. Quindi se hai sia una stufa che un qualcosa a pellet o legna, hai la doppia probabilità di essere controllato.

Chi può ricevere la multa?

Sono a rischio sanzione buona parte dei consumatori di pellet (ma anche legna), quindi:

  • chi non è in possesso del libretto d’impianto (per saperne di più clicca qui)
  • chi non ha ricevuto la conformità d’impianto
  • chi ha installato una canna fumaria con scarico non idoneo
  • chi ha la canna fumaria che non scarica a tetto

Se sei tra questi non sentirti un fuorilegge: sicuramente ti sei rivolto a chi non era in grado (oppure non voleva) fornirti tutte le informazioni di cui avevi bisogno.

Chi può chiamare l’ente che sanziona?

E’ spiacevole dirlo, ma l’ente sanzionante lo può chiamare chiunque.
Il tuo vicino di casa antipatico, per ripicca. Oppure l’idraulico che ottiene percentuali sulle forniture di gpl.

Come vivi  senza canna fumaria

Quando hai comprato la stufa a pellet, ti hanno detto che tutto andava a posto da sé, che non c’era bisogno di fare lavori.
Ecco, ti hanno preso in giro.

Così… ti sei trovato

Poi arriva un giorno che, uscendo di casa, ti accorgi che il muro in corrispondenza dell’uscita fumi è tutto sporco di nero.
Ti hanno raccontato che il fumo del pellet non sporca, a differenza di quello della legna, che in fondo la canna fumaria nemmeno serve.
Di nuovo, ti hanno preso in giro.

Non fare l’errore del cerotto

Ci sono casi in cui mettere un cerotto è utile. Ad esempio quando si vuole evitare che una ferita si sporchi. Altre volte invece un cerotto non basta, fa più danno che beneficio.
Improvvisare mossi dal panico non è mai una buona cosa: installando una canna fumaria esterna, magari di diametro 80, magari mono parete, non risolverai il problema.
Piuttosto che avventurarsi nell’ennesima cavolata – ritrovandosi con un accrocchio che ti spunta dal muro… e tanti sensi di colpa – fermati e fa un respiro profondo.
Ecco, è ora di rivolgersi a un professionista.

Forse è giusto farlo?

Sottovalutare le normative può costare fino a 20.000,00 € (proprio così, e lo scrivo anche a lettere: ventimila) a fronte di una piccola spesa che farebbe vivere sonni tranquilli a te e a chi ti vuole bene.

Se vuoi prendere seriamente in considerazione, la salvezza del tuo impianto, clicca sotto e riceverai la tua consulenza gratuita.

 

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